Sapone a contatto…

Per me accudimento ad alto contatto è anche preoccuparmi di ciò che entra in contatto con la pelle di mia figlia, e quindi il sapone tra le altre cose!

I prodotti che si possono acquistare sul mercato sono molti e vari, a cominciare da quelli reperibili al supermercato fino ad arrivare a quelli in commercio nelle profumerie, nei negozi biologici o in farmacia. Molto spesso però detergenti indicati con la scritta “specifico per bambini” non sono in realtà naturali come la confezione vuole farci credere e basta leggere con consapevolezza l’etichetta per rendersene conto. (A questo proposito consiglio un libro che trovo molto utile: “Cosmetici sicuri? Cosa c’è davvero dentro shampoo, dentifrici, saponi, trucchi, creme solari…” Di Bill Statham, Terre di Mezzo editore)

Qualche giorno fa, infatti, ho guardato con attenzione gli ingredienti contenuti in una linea di cosmetici per bambini che ci hanno regalato per la nascita della nostra piccolina. Pur essendo pubblicizzati come “delicati” e “ipoallergenici”, leggendo l’etichetta mi sono resa conto che contengono parabeni e sles (oggi conosciuti da molti consumatori) e non solo! Un altro detergente per il bagnetto di una linea di cosmetici naturali, sempre regalatoci da amici, ha addirittura più della metà degli ingredienti potenzialmente pericolosi: irritanti, che danno secchezza alla pelle, sensibilizzanti, tossici, cancerogeni sugli animali!

Da qualche tempo ho cominciato a preparare il sapone in casa e ho trovato questa pratica molto soddisfacente, economica, abbastanza veloce ma soprattutto sicura! Si, perché ho finito di chiedermi se il prodotto che sto utilizzando contiene sostanze nocive per noi e la nostra piccola, o se è veramente naturale come appare sull’etichetta! Lo faccio con le mie mani e so cosa uso!
Preparo il sapone solido partendo da soda caustica e olio di oliva, e quello liquido usando olio di oliva, di sesamo, di germe di grano, di mandorle dolci e soda caustica. Se voglio renderli profumati aggiungo degli oli essenziali, ma il più delle volte lo preferisco con una profumazione neutra! (A chi interessa trovo molto utile il libro “Fare Saponi Vegetali” casa editrice EcoLibri)

La presenza di soda caustica potrebbe inquietare chi non conosce i metodi per saponificare, ma essendo una chimica posso garantirvi che nella reazione di saponificazione che avviene tra la soda e gli oli tutti gli ingredienti spariscono trasformandosi completamente in sapone! Quindi, calcolando le giuste dosi dei prodotti di partenza, seguendo correttamente le procedure e rispettando i tempi di stagionatura del sapone non rimarrà alcuna traccia della terribile soda nel vostro sapone!
Ad ogni modo per i più scrupolosi e per coloro che volessero avere maggiori garanzie prima di usare il risultato degli esperimenti casalinghi sui propri figli (non mi vergogno di dire che rientro anch’io in questa seconda categoria) esiste uno strumento sicuro e facile da usare: la cartina al tornasole! Si tratta di un rotolino di carta gialla (reperibile in farmacia o più a buon mercato in internet!) che permette di misurare il pH del sapone e cioè di stabilire se il risultato dei vostri esperimenti casalinghi è acido (pH da 1 a 6), neutro (pH 7) o basico (pH da 8 a 14). Se è stato fatto tutto correttamente, il sapone da usare per il corpo dovrebbe avere un pH che varia tra un valore di 6.5 a un massimo di 8.5, mentre saponi con pH più elevati vanno usati per il bucato.

Ad ogni modo mi è difficile produrre tutti i cosmetici di cui ho bisogno (creme, dentifrici, shampoo…) perciò oltre all’autoproduzione mi affido alla consapevole lettura delle etichette e all’acquisto il più possibile non condizionato da pubblicità ingannevoli. Non è facile però!

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